NUOVO PGT DI MILANO

La Giunta di Milano ha recentemente approvato la proposta di adozione del PGT che ora passa al Consiglio comunale per l’adozione.

Si tratta di un nuovo documento di piano, essendo il precedente scaduto, nonché una variante al piano dei servizi e la variante al piano delle regole.

Il piano dei servizi comprende, come stabilito dalla L.R. n. 12/2005, anche il piano per le attrezzature religiose.

La previsione di questo nuovo PGT, guarda alla Milano del 2030, con una forte volontà di attrarre investimenti internazionali, offrire nuove opportunità di lavoro e dare una adeguata risposta alla domanda di case (soprattutto di edilizia economica).

Altro elemento di spicco è il forte sviluppo delle infrastrutture di mobilità che nei prossimi anni vedrà oltre alla realizzazione della M4 anche il prolungamento della Metropolitana verso Monza e verso Settimo Milanese, oltre al potenziamento del servizio ferroviario regionale.

Anche l’insediamento di “Grandi Funzioni Urbane” come impianti sportivi, parchi urbani, sedi amministrative, ospedali ed altri grandi progetti in grado di portare nuovi servizi nella Città sono state oggetto di individuazione di nuove aree, ben 6 dove poterle collocare, vale a dire San Siro, Goccia, Piazza d’Armi, Ronchetto, Porto di Mare e Rubattino.

Vengono incentivate la realizzazione delle case in affitto, dell’edilizia sociale in locazione o in vendita, dalle coabitazioni fino alla riduzione della dotazione dei servizi per gli interventi di edilizia libera purché una quota venga data in affitto.

La diminuzione del consumo di suolo resta un obiettivo doveroso ed è individuato nel 4% in più rispetto al piano vigente.

Ciò prevede la destinazione ad uso agricolo di oltre 3 milioni di mq. di aree e l’ampliamento del Parco sud oltre alla realizzazione del grande Parco metropolitano, attraverso la connessione ecologica tra il Parco nord e il Parco sud. Sono altresì previsti ben 20 nuovi parchi cittadini.

Per l’edificato si prevede il miglioramento delle prestazioni energetiche, la realizzazione di nuove aree permeabili anche attraverso i cosiddetti tetti verdi e l’innalzamento degli standard richiesti.

Il piano, inoltre, ha preso in esame tutti gli 88 quartieri che compongono la Città di Milano ed ha cercato di creare un miglior collegamento tra il centro e la periferia e questo dovrà avvenire anche attraverso la riqualificazione degli scali ferroviari e la rigenerazione di 6 piazze, la riapertura dei Navigli nonché la riqualificazione degli scali ferroviari.

Proprio la rigenerazione che riguarda le sei piazze importanti, vale a dire Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto, permetterà di superare l’indice di edificabilità massimo che il PGT prevede in 0,7 mq/mq, per arrivare fino a 1 mq/mq ove per l’incremento deve essere destinato ad edilizia residenziale sociale.

Gli ambiti di rigenerazione urbana sono le aree di particolare valorizzazione, poste ai margini del territorio che comprendono importanti assi come la Via Padova, Via Imbonati, Rogoredo, Via Pellegrino Rossi, in modo che anche in questi ambiti venga allargato il nuovo modello di sviluppo moderno della Città di Milano.

Saranno recuperati 3.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica ma soprattutto dovranno essere stimolati i processi di rinnovamento del patrimonio edilizio degradato, sfitto o dismesso, per accrescere la qualità dell’edilizia, potenziando la maggiore presenza di servizi.

Proprio per favorire questo sviluppo economico e sociale oltre che culturale di questi ambiti considerate aree più fragili, sono stati previsti il Piano delle periferie, l’Accordo sugli scali ferroviari le Rotaie verdi, il Reinventing cities e il ReLambro.

Un aspetto molto importante da considerare è che l’obiettivo di rigenerazione prevede appunto una severa verifica degli edifici abbandonati poiché, secondo anche la L.R. n. 12/2005, questa loro situazione rappresenta un interesse pubblico primario di intervento poiché incidono sia sulla sicurezza che sulla salubrità.

Pertanto il PGT prevede l’obbligo per i privati di abbattere o presentare un progetto di recupero di questi edifici dismessi.

E’ previsto che i diritti volumetrici esistenti, nel caso di abbattimento, vengano annotati nell’apposito registro in modo che possano essere poi utilizzati o in loco o in altre aree tramite l’istituto della perequazione.

Se, viceversa, il proprietario decidesse di intervenire con il recupero allora il progetto deve presentato entro 18 mesi decorrenti dalla data di approvazione del PGT.

Questa previsione è assistita però da una sanzione molto severa, vale a dire la perdita dei diritti volumetrici esistenti se non viene presentato il progetto 18 mesi e quindi sulle aree, una volta perso il diritto volumetrico esistente, verrà assegnato esclusivamente l’indice minimo previsto dal PGT.

Sempre nell’ambito della rigenerazione urbana, sarà possibile mutare la destinazione d’uso degli immobili mantenendo l’intera volumetria, senza pagare la monetizzazione degli standard.

Sulle destinazioni commerciali il PGT nuovo impone che le grandi strutture di vendita possono essere collocate solo nelle periferie.

Per avere una maggiore contezza della portata del PGT e delle sue norme è necessario ora aspettare i lavori dell’aula consiliare che licenzierà il PGT nei cui confronti sarà possibile per gli interessati presentare le opportune osservazioni.